Bassi Maestro – Sushi Bar

Posted in HH on Maggio 31, 2008 by sindelar

Titolo, diciamocelo, del cazzo.

Figura retorica un pò stiratella. Ma non ci sono cazzi. Pezzo hip-hop italiano dell’anno. Grandissimo loop. Flow di notevole livello. Bravo Bassi. Bravo davvero.

How does it feel to treat me like you do

Posted in Uncategorized on Marzo 22, 2008 by sindelar

da duebalordi.splinder.com

Ci sono serate così. Un pò surreali. Di quelle in cui, come dicevano i Tiromancino, “una cazzata qualunque diventa un delirio”. Per noi la solita serata a Roma. Venerdì santo. Piove. In campo praticamente lo stato maggiore di 2b e cioè io, gau e aa “il vicino di blog (kolchoz era a casa “grazie per l’invito, sono stanco, davvero…”). Con noi una povera crista che, senza volerlo, si beccherà tutte le nostre paturnie. Direzione: il Rialto. Uno dei posti più involontariamente esperienziali di Roma. Un posto strano. Bellissimo nella struttura. Non male nella gestione delle sale. Nelle sale da ballo ufficiali musica tragicamente priva di sentimento, monotona, drammatica. Di buon livello però. Nella saletta (eletta dal buon aa come il sogno mai nascosto per la sua casa) gente sconosciuta buttata per terra, musica lounge, colibri che volavano sul muro e la sensazione che prima o poi saremmo morti tutti. Insomma il solito. Si beve. Ci si stona un pò. Si dicono le solite cazzate che ti fanno ridere e non ti fanno pensare ai tanti fantasmi che ogni tanto riemergono e vengono a chiedere il conto. Si va avanti tra spintonate di gente strafatta dall’inverosimile che vomita e chiede cartine (non una novità la mia generazione ha deciso di farla finita in questo modo ed io la rispetto). Insomma non proprio il posto per discutere di politica estera francese. Ma sicuramente (anche senza dirsi nulla) per guardarsi un pò indietro ed accorgersi che quel posto in fondo ci piace perchè nella sua complessità ricorda tutta la nostra confusa postadolescenza. La drammatica festa di capodanno del 2001 in casa di un gruppo di sfaccendati ricchissimi dalle parti del quartiere Monti. Il vecchio pub a piazza san giovanni dove avevamo bevuto per anni. Le centinaia di serate uguali a quella in posto diversi, circondati dalla medesima matassa di sbandati. E poi l’incanto. La cassa dritta. La melodia che lentamente emerge dal nulla robotico. Due facce che, per un pò, sembrano meno perse. E’ lei. E’ Blue Monday. La canzone dance per eccellenza. Non si erano sentite (e penso non si saranno sentite fino all’alba) altri pezzi con parole cantate in quell’inferno. Solo dance. Pura ed inanimata. Poi il colpo di genio del DJ.
Se bisogna morire che si muoia con la canzone perfetta.
Con l’inno alla malinconia del Lunedì perchè è già tutto finito e bisogna tornare a lavorare.
O forse perchè sembra veramente tutto finito e bisogna solo prenderne atto.
Daje. Daje tutti.

That joke isn’t funny anymore

Posted in Uncategorized on Marzo 18, 2008 by sindelar

Decades ovvero A trent’anni da Via Fani

Posted in Uncategorized on Marzo 17, 2008 by sindelar

Da duebaordi.splinder.com. Prego.

Editors – Racing Rats

Posted in video on Marzo 15, 2008 by sindelar

Immaginate la scena. Traffico di prima mattina. Alla radio il nuovo singolo degli Interpol. Io passo un paio di giorni su deezer a cercare il titolo per scaricarmelo. Non lo trovo. Poi, come se nulla fosse, a una settimana di distanza ho scoperto che il nuovo singolo degli Interpol lo cantano inspiegabilmente gli Editors. Tremendo.

E’ finito il 2007. Ecchissenefrega…

Posted in siamo ancora vivi on Dicembre 31, 2007 by sindelar

Non ho nè voglia nè tempo di seguire il mondo dei gruppi “carini”, con la musica “che mi ricorda aspetta, aspetta come si chiamavano”, dei video “che è un’idea fighissima”.
Basta. Lasciatemi con John Coltrane e i consuntivi di fine anno lasciamoli al genio di fimoculous.
Godetevi le centinaia di liste di migliori “xxx” del 2007 ed, in particolare, la lista dei migliori video tra cui segnalo la perdibile canzoncina di
Natasha Khan, “What’s a Girl to Do?”, corredata di un video semplicemente inquietante.
Auguri.

Vogliamo il calcio pulito!

Posted in juve on Settembre 24, 2007 by sindelar

Strano.

Nessuno ha chiamato in causa alcuna irregolarità del campionato. Miserabili.

Forza Juve!

Cypress Hill

Posted in HH, video on Giugno 8, 2007 by sindelar

Erano proprio un gruppo strano i Cypress Hill. Non che si siano sciolti per carità. Ma da Temple of the Boom (A.D. 1995) di loro di decente non si è visto molto. Defezioni temporanee (Sen Dog). Gruppi ombra svaniti nel nulla (Psycho Realm) e tante pacchianerie (è girato per un periodo un loro video tremendo con come vocalist il cantante dei Rancid… ma si può?). Insomma ad occhi seri appaiono come il classico gruppo che sta inesorabilmente scalciando nel letame della sua fossa. Dispiace proprio.
Eh si erano proprio fighi i Cypress Hill. Figli più puri della LA meticcia di fine anni ‘80. In quegli anni due ispanici senza futuro e stonati dalle canne decidono di formare una crew invitando come DJ uno scontroso bianco. I tre si danno il nome della strada da cui provengono (la Cypress Hill Avenue appunto…). Basta poco. Qualche mixtape e la scena musicale più democratica del mondo decide che i tre buzzurri possano accedere all’olimpo. Tre albums (Cypress Hill del ‘91, violentissimo, Black Sunday del ‘93, carucciello e, soprattutto, Temples of Boom del ‘95 PAUROSO) e ai Cypress riesce ciò che non era riuscito a mille altri gruppi precedenti. Sfondare nel mondo. Nel vero senso della parola. Nel 1994 non c’era un culo che non ballasse al ritmo di Insane in the brain. E tutto dieci anni prima di Enimen. E pazienza se il cervello spostava la tua mente verso i A Tribe Called Quest. In quei due-tre anni se la comandarono alla grande. Transnazionali (avevano fans ed ammiratori in tutto il mondo) ma soprattutto uno dei pochi gruppi che riusciva a superare le barriere camorristiche delle opposte coste.
A dimostrarlo, una volta per tutte, questo stupendo video. 1991. New York City in apparente status pre-Giuliani. Loro che se la godono. Sono tre ispanici cresciuti tra i muri di cemento dei sobborghi di LA e, con un attitudine da sboroni meravigliosa, se la girano a Times Square. Non da soli e questo è il bello. Sullo sfondo Ice Cube (il mito mai incoffessato della post adolescenza di Gau?) e Q-Tip ( il rapper più cool della storia?).
Eh si. Una volta l’hip-hop faceva proprio paura…

Disposable Heroes of Hiphoprisy

Posted in HH, video on Giugno 2, 2007 by sindelar

Certo che la vita è proprio strana.
Passi la vita a fare il figo. Quello sempre più aggiornato. Quello che la sa sempre prima di tutti. E poi guardando una cassettaccia buttata per terra in camera tua ti viene in mente che in una occasione la figura del bell’addormentato ce l’hai fatta proprio tu. Un millennio fa, 1991 o giù di lì. Estate piena. Torridissima. Io e Gau a zonzo per l’Eur. Lui in partenza per 3 settimane furiose in Gran Bretagna. Io per un mese e mezzo in Abbruzzo. Andiamo a casa sua “a dare l’acqua alle piante” (altro che Sid Vicious e Johnny Rotten!). Mentre il lungagnone abbevera i poveri gerani del balcone io accendo la TV. Obbiettivo Videomusic. Arriva improvvisamente. “Television. The drug of the nation”. Il testo è da infarto. La musica poi. È rap, si. Ma diverso. C’è dentro una motosega, incidenti stradali, il rumore delle fabbriche… c’è dentro la mia città. Sono estasiato, “fighi eh? Devo capire bene il testo perchè mi sembra eccezionale…”. A parlare è proprio il mitico salvatore delle piante. Li conosce. È impossibile. “Non mi dire che non li conosci…”. Faccio finta di niente. “si, si…”.
Grandi i Disposable Heroes Of Hiphoprisy. Un solo album ma forse uno dei dieci definitivi degli anni 90. Discone grosso. Di quelli da ascoltare veramente a fondo per capire e conoscere l’antagonismo americano nelle sue forme più sensate. Non durò molto il loro sodalizio dopo il ‘91. Michael Franti e Rono Tse divisero le loro strade circa un anno dopo. Il secondo non so veramente che faccia. Per quanto riguarda il buon Franti ha fondato un gruppetto, gli Spearhead con cui ha attraversato, senza infamia e senza lode, questi anni mediocri. Ancora adesso il bellissimo video poi merita una visione per un motivo semplice. Un anno dopo quei mafiosi degli U2 stavano organizzando la tourneè per il loro nuovo album (Acthung Babies) ed erano a corto di idee. Naturalmente lungi da loro organizzare un concerto normale. Sembrava di essere tornati negli anni 70. Palloni gonfiabili, statue, luci… e della musica nemmeno l’ombra. Ad un tratto l’idea. Vedono questo video. Ne rimangono abbagliati. Non è difficile. “Copiamolo tutto!”. Nacque così quella indegna mascherata di ZooTV. Ai nostri eroi furono offerti un mucchio di soldi ed il ruolo di gruppo di spalla durante la tourneè americana. La storia ufficiale così ha dichiarato come fu il generoso, munifico, millenaristico Bono a comprendere prima degli altri il ruolo tentacolare della TV nella nostra società (si era appena usciti dalla rivolta inventata in Romania nel 1989 e dalla prima guerra in Iraq). Il resto del mondo (noi compresi c’eravamo anche noi a quei concerti…) dovevamo solo adorare, adorare…
Non fosse stato per i gerani di Gau.
Che Dio li benedica…

Obie Trice

Posted in HH, video on Giugno 1, 2007 by sindelar
"Dry ya face nigga, dry ya face nigga...
Get it together, get it togheter...
I ain't goin nowhere, nowhere..."


Non c’era mai sembrato uno particolarmente dotato il cicciottello di Detroit. Fino ad ora lo si conosceva più per la comparsata nei primi secondi del video di Without Me del suo amicone Eminem che per il valore del suo debutto (Cheers del 2003, mi sembra, non male il primo singolo Got some Teeth ma il resto…).
Ma stavolta le cose non vanno così male. Anzi questo Cry Now è sicuramente uno dei singoli Hip-Hop del momento. Solenne, deciso e con quella nota di sconfitta in bocca che non deve mai mancare. In fondo il tempo in cui la Motor City sembrava destinata a comandare il mondo è passato da un tempo (strano eh? ma era solo 5 anni fa….). Eminem è impantanato. I D-12 sono finiti tra dischi pretenziosi e, diciamolo, di basso livello e la solita sparatoria del cazzo che si è portato via Proof (peraltro ricordato nelle prime immagini del Video…).
C’è rimasto solo lui. Lo sfigato del gruppo. Quello su cui non avresti puntato (e non punterai mai…) mezzo euro.
E invece…
E invece un cazzo. Questi di Detroit sono proprio i peggio. Guardate il video nella sua parte finale. Ad un certo punto girano immagini di lastre di un cranio con un proiettile conficcato nell’osso. E’ ovviamente una ricostruzione (il nome sulla lastra, Obie Trice, come se Adelmo Fornaciari ricevesse le risposte dell’esame urine con su scritto Zucchero). Ma serve a ricordare al pubblico (che adora queste cose…) che lo scemo vive da circa un anno con un proiettile in testa sparato chissà da chi e chissà per quale motivo.
Bravo. Proprio bravo.
Vantati pure.